Copywriter VS intelligenza artificiale: passato e futuro?

C’è ancora spazio per il copywriter nel mondo della comunicazione?

Andrea Piras

18/01/2022

futuro

Parliamo di futuro ed evoluzione del ruolo di “copywriter” con Andrea, da 18 anni in Proxima, prima come stagista, poi apprendista copy, copy junior, copy senior e oggi strategist.

Com’era l’agenzia 18 anni fa?

Quando sono entrato in agenzia c’era ancora il tavolo del taglio per i lucidi, lo schermo luminoso, la grande taglierina e colla spray dappertutto. La ventola era intasata di residui di colla e formava stalattiti e stalagmiti a ricordare quanto oggi sembri preistoria quel modo di lavorare, quelle persone, quei riti.

Qual è la differenza più grande tra il modo di lavorare di ieri e quello di oggi?

Si progettavano le campagne, si facevano gli scatti, si passava ore a fare brainstorming, a litigare chini su un bozzetto e a sfogliare gli annuali creativi di ogni parte del mondo. Oggi alcune riviste continuano ad arrivare e non c’è alcun rischio di vederle sparire dalla scrivania.

Di cosa ti occupavi inizialmente?

Come copy controllavo tutto quello che usciva dall’agenzia, qualsiasi testo, etichetta anche solo esclusivamente grafica, il copywriter apponeva il sigillo di garanzia. Nulla andava in stampa senza il mio benestare. Il mio capo mi diceva che il copy pensa perché il grafico non è in grado di farlo. E voleva essere una battuta perché aveva massimo rispetto per i grafici, sosteneva solo che erano così rapiti dal segno da perdere di vista il senso. Mi sentivo il custode del senso.

Quanto è cambiato il lavoro del copywriter e quale sarà, se ci sarà, il suo ruolo nel mercato?

I cugini giornalisti hanno già subito il colpo, i redattori, i correttori di bozze e in gran parte anche noi, siamo diventati tecnici dell’algoritmo. Scriviamo per lui. L’abbiamo nutrito, corretto, reso sempre più abile, multilingue e polipotenziale.
È l’intelligenza artificiale e oggi è pronta a emanciparsi.
Sa scrivere meglio di tanti di noi.
Niente a che vedere con le demo di qualche tempo fa, e parlo di mesi, ma sembra di parlare di ere geologiche tanto va veloce il nostro tempo. Prendete uno dei tanti siti di scrittura artificiale, chiamiamola così, e fate la prova, magari chiedendogli proprio cosa ne pensa del nostro futuro.

Io ho fatto la mia prova:

“Il futuro dei copywriter è desolante. Non sono necessari, perché le macchine possono ora creare contenuti più velocemente e in modo più efficiente.

I posti di lavoro dei copywriter sono minacciati dall’intelligenza artificiale. Le loro capacità saranno sostituite dalla tecnologia.

I copywriter del futuro devono essere creativi e avere una profonda comprensione del comportamento degli utenti. Devono capire cosa fa scattare le persone. Man mano che l’IA diventa sempre più sofisticata, prenderà il controllo dei compiti banali, ma questo lascerà spazio a nuove opportunità per gli esseri umani di brillare.”

Cosa ne pensi?

Sembra di parlare con un oracolo sobrio.
Per arrivare a questo risultato è necessario lavorarci un po’ per ripulire da periodi e frasi senza senso ma, se inserite un piccolo testo con lo stile e i contenuti che vi interessano, diventa potentissimo per produrre testi ottimizzati per le varie piattaforme.

Minaccia o opportunità?

Il mondo del lavoro cambia sempre più rapidamente ma io mi sento comunque fiducioso. Non vorrei piazzare un pippone moralista su come si stava meglio, ma il punto è sempre lo stesso: che bisogna avere idee e visioni. Poi che le cose le scriva tu o una macchina chi se ne frega. Il passato può darci l’ispirazione ma dobbiamo guardare oltre le etichette che attacchiamo fuori dal nostro ufficio. Noi, in fondo, non siamo qui per scrivere ma scriviamo per costruire relazioni nutrienti con le persone ed è su questo punto che dobbiamo restare concentrati, qualsiasi cosa accada.